Governo

#GlobalCompact, Salvini baratta con Di Maio la dichiarazione di New York

Dopo la respinta -anche da parte della Lega di Salvini- della mozione di Fratelli d’Italia contro il Global Compact for Migration, il confronto per decidere se il Governo debba firmare o meno il documento ONU si sposta -su volere sempre di Salvini- in parlamento, calendarizzato per il 22 dicembre, poco prima di Natale. Una decisione che lascia intendere una posizione ben chiara del leader leghista, con una conseguente larga preoccupazione del centrodestra, a cominciare da Giorgia Meloni.

Non sarebbe un problema, se non per la continua necessità da parte di Matteo Salvini di procurarsi armi di scambio su cui trattare con Di Maio. Dopo infatti aver lasciato la decisione sulla ratifica del patto lanciato dall’ONU nel 2016 nelle mani dei parlamentari grillini, il leader leghista ha saltato perfino il -segreto- vertice del centrodestra, sostituito poi dall’on. Giancarlo Giorgetti. Ma la telefonata di Berlusconi è arrivata e la Meloni si è molto arrabbiata.

Ad ogni modo, le previsioni non sono buone: come fa notare l’on. Carlo Fidanza di Fdi, se i parlamentari grillini dovessero votare a favore del Global Compact insieme al Pd e al centrosinistra, avrebbero la maggioranza per decretare a favore delle firma della dichiarazione di New York, che di fatto annullerebbe le differenze tra profugo e immigrato clandestino.

Il nostro No al Global Compact e il rischio di un voto favorevole in Parlamento. Ascolta e condividi! #NoAlGlobalCompat #STOPinvasione

Posted by Carlo Fidanza on Friday, November 30, 2018

Salvini guardi a destra.

È l’appello rivolto da Giorgia Meloni verso il leader della Lega.

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